Museo della città e del territorio in Palazzo Eroli a Narni
La storia di una famiglia diventa museo
Nel cuore del centro storico di Narni, a pochi passi dalla piazza dei Priori e a fianco della chiesa di San Francesco, si erge un edificio che da solo racconta cinque secoli di storia cittadina. È palazzo Eroli, oggi sede del museo della città e del territorio e della Biblioteca comunale, un tempo dimora della più illustre casata narnese, quella che diede alla Chiesa il cardinale Berardo Eroli e una lunga serie di vescovi, cavalieri e uomini di cultura.
Un palazzo che nasce dall’unione di antiche case
La storia di questo edificio è innanzitutto una storia di stratificazioni. Il palazzo settecentesco, terminato nel 1748 come ricorda la data incisa sul portale d’ingresso, non sorge nel vuoto: incorpora infatti una serie di costruzioni precedenti, appartenute nel Quattrocento ai tre rami della famiglia Eroli, oltre a case di altre importanti famiglie narnesi come gli Alberti, i Cardoli e i Montoro. Passeggiando lungo via Saffi, la facciata di circa cinquantaquattro metri nasconde dietro di sé una trama complessa di corpi di fabbrica, cortili e ambienti che si sono aggregati nel tempo.
L’area su cui sorge il palazzo ha un’importanza che va oltre la storia della famiglia: qui sorgeva infatti la chiesa di San Martino, una delle più antiche di Narni, documentata già nel 1036. Il palazzetto rinascimentale che ancora oggi si distingue sul fianco dell’edificio, con le sue eleganti finestre a croce guelfa e le decorazioni graffite, conserva tracce di questo passato religioso, mentre al pianterreno un ambiente voltato sembra riecheggiare l’antica funzione di oratorio.
Il cardinale Berardo e il suo mecenatismo
La figura che più di ogni altra ha legato il nome degli Eroli alla storia dell’arte e della cultura è senza dubbio il cardinale Berardo Eroli (1409-1479). Giurista insigne, vescovo di Spoleto dal 1448 e cardinale dal 1460, Berardo fu una delle personalità di spicco della corte papale del Quattrocento. La sua influenza si estese ben oltre i confini della diocesi: fu legato in Umbria in diverse occasioni, intervenne in questioni politiche delicate e seppe circondarsi di artisti di primo piano.
A lui si devono alcune delle più significative imprese artistiche del territorio. Chiamò a Spoleto Filippo Lippi per decorare l’abside della cattedrale, dove il pittore fiorentino dipinse il ciclo dell’Incoronazione della Vergine. Nella scena principale, tra i profeti e i patriarchi, compare un personaggio in abiti cardinalizi che la critica riconosce come un ritratto dello stesso Berardo. Sempre a lui si lega la chiamata di Benozzo Gozzoli a Montefalco e la commissione di opere a Giovanni Dalmata e Pierantonio Mezzastris.
A Narni il cardinale promosse il rinnovamento della cattedrale di San Giovenale, con la costruzione del portico rinascimentale e delle volte della navata, e fu il riferimento per la decorazione della cappella di San Bernardino nella chiesa di San Francesco, dove il Mezzastris dipinse scene ispirate alla vita del santo. La sua attività di committente si intreccia con la storia artistica della città in modo indissolubile: a lui si devono l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli e l’Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, entrambe oggi esposte nel museo.
Da dimora nobiliare a museo della città
Dopo la morte del cardinale, il palazzo rimase proprietà della famiglia Eroli per secoli, passando attraverso le generazioni che ne ampliarono e trasformarono gli ambienti. Nel Settecento, sotto il marchese Pietro e suo figlio Silvio, l’edificio assunse l’aspetto attuale, con il nuovo prospetto, l’androne con volte a crociera e lo scalone nobile.
Acquistato dalla Provincia di Terni nel 1984, il palazzo è stato oggetto di un radicale intervento di restauro che ha portato alla luce le tracce delle antiche costruzioni e ha permesso di destinarlo a sede museale. Oggi il Museo della città e del territorio e la Biblioteca comunale occupano gli spazi che furono della famiglia, mentre la Pinacoteca, al secondo piano, custodisce dipinti e sculture che testimoniano la ricchezza artistica del territorio.





