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Salite dell’Umbria: Forca Canapine

Lunghezza: 18,1 km

Dislivello: 870

Pendenza media: 5%

Difficoltà: alta

In questi giorni siamo andati diverse volte a Castelluccio di Norcia per ammirare lo spettacolo della fioritura e così, per la nostra rubrica le salite dell’Umbria, questa settimana abbiamo deciso di proporvi uno dei classici dei Monti Sibillini, Forca Canapine.

Forca Canapine è una località ben conosciuta a tutti gli appassionati di sci di Umbria e Marche, ma rappresenta anche una bellissima salita da percorrere in bici, con scenari bellissimi che cambiano ma mano che si sale di quota.

La salita misura oltre 18 chilometri, ma è molto regolare con una pendenza che poche volte si discosta dal 5%: si tratta comunque di un’ascesa da considerare difficile, poiché per un ciclista di medio livello è necessaria circa un’ora di tempo e per poterla affrontare è richiesto un buon livello di allenamento, anche se la pendenza costante facilita la scalata.

 

L’ascesa vera e propria inizia qualche chilometro fuori Norcia, girando a sinistra in direzione di Castelluccio e Forca Canapine. Le prime rampe sono  le più dure di tutta la salita, con pendenze che toccano anche il 7-8%, ma si tratta di poche centinaia di metri. Le pendenze, infatti, scendono subito al 5-6% e la prima parte della salita scorre molto regolare, con strada larga e ampi curvoni; in questo tratto è necessario prestare un po’ di attenzione al traffico, perché questo primo tratto di ascesa è utilizzato dalla “Tre Valli Umbre”, il collegamento privilegiato tra Norcia e Ascoli Piceno.

Inizio salita

Al chilometro 2,8 la pendenza scende intorno al 4%, per poi diventare un vero e proprio falsopiano all’1-2% fino al chilometro 3,8; superato un piccolo ponticello la strada torna a salire regolare con pendenze del 5-6%. Al chilometro 4,6 si incontra la deviazione verso Ascoli Piceno: qui si lascia la Tre Valli Umbre e si prosegue a sinistra con la strada che si fa più stretta e con il traffico che diminuisce drasticamente. Da qui in poi inizia il tratto più bello e affascinante della salita.

Superato il bivio per Ascoli Piceno, si prosegue a sinistra: inizia il tratto più bello della salita

Da questo punto in poi si affronta un lungo rettilineo, intervallato solo da alcune semicurve, sempre intorno al 5-6%; in questo tratto girate lo sguardo sulla sinistra perché avrete modo di godere di un bellissimo panorama su Norcia e su tutto l’altopiano che la circonda. L’ascesa non presenta variazione significative fino al chilometro 7,6, quando si affronta un ampio tornante sulla destra, l’unico di tutta la salita. Da qui in poi, infatti, la strada sale tra rettilinei e ampie curve senza più un tornante, cosa abbastanza strana per un’ascesa così lunga…

Al chilometro 10,4, in corrispondenza di un piccolo spiazzo sulla destra, la strada spiana completamente per circa 200 metri, dove si può prendere fiato, prima che la salita riprenda molto regolare intorno al 6%. Mentre sulla destra si può ancora godere del panorama sulla piana di Norcia, alzando lo sguardo sulla sinistra il panorama inizia a cambiare, con il bosco che lascia spazio ai prati che caratterizzano le vette di questa zona dei Sibillini.

La salita continua per diversi chilometri sempre molto regolare fino ad una vecchia casa cantoniera sulla sinistra, che preannuncia qualche centinaio di metri quasi pianeggianti e precede di poco il bivio sulla sinistra per Castelluccio di Norcia (km 15,1): girando a sinistra in pochi chilometri si raggiunge il rifugio Perugia e poco dopo la bellissima piana di Castelluccio, noi invece in questo caso proseguiamo ancora diritti in direzione di Forca Canapine.

Dopo il bivio per Castelluccio il panorama si fa più montano, in basso si scorge la salita già percorsa

La salita è sempre costante intorno al 6%, con pochissime punte che toccano il 7%, ma il panorama si fa sempre più montano visto che siamo già oltre i 1400 metri di quota.  Un’ampia curva sulla sinistra ci immette nell’ultimo tratto di salita, ma da questo punto in poi si inizia già a vedere il valico tra i prati. Poco prima del chilometro 17 troviamo sulla sinistra il cartello di Forca Canapine, ma non lasciamoci ingannare perché per il valico c’è ancora un chilometro: la vetta, infatti, si raggiunge al chilometro 18,1 a 1600 metri di quota. Da qui, in realtà, è possibile girare a sinistra e salire ancora per un chilometro per una strada abbastanza dissestata che porta verso gli impianti di risalita: vi consigliamo di affrontare anche questo ulteriore chilometro, non tanto per il valore dell’ascesa, ma per la bellezza del panorama che si apre sul Monte Vettore, su Castelluccio e sul Pian Grande.

La piana di Castelluccio in fiore, a pochi chilometri da Forca Canapine

L’ascesa di Forca Canapine, molto bella da un punto di vista paesaggistico, in particolare da metà in poi, può essere inserita all’interno di numerosi itinerari tra Umbria e Marche. Noi ve ne consigliamo uno, affascinante sia come difficoltà sia da un punto di vista paesaggistico. Partendo da Norcia si sale fino a Forca Canapine, da qui si scende nelle Marche verso Capodacqua e poi si segue la vecchia strada fino ad Arquata del Tronto, dove si gira a sinistra e si affronta la dura salita di Forca di Presta con gli ultimi chilometri che non scendono mai sotto il 10%. Superata Forca di Presta si scende verso la piana di Castelluccio per poi tornare verso Norcia dopo circa 90 chilometri. Qui potete trovare il percorso completo http://www.openrunner.com/?id=3841114

Il panorama dalla vetta…

Concludiamo con qualche consiglio tecnico: per i rapporti da utilizzare, non saranno necessarie accortezze particolari visto che le pendenze non sono elevate. Un 34×25 o un 39×27-28 saranno più che sufficienti. Per quanto riguarda il periodo migliore per affrontarla, ricordiamo che si tratta di una salita che porta a 1600 metri di quota, quindi i mesi ideali vanno da maggio a settembre, poiché difficilmente soffrirete il caldo. Se avete modo andate tra giugno e luglio, così potrete unire alla soddisfazione della scalata anche lo spettacolo della fioritura della piana di Casteluccio. In questo caso, però, cercate di salire durante la settimana perché nel week end potreste trovare molto traffico diretto verso Castelluccio che renderebbe la scalata meno piacevole.

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